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  • 25 Gennaio 2019
Venendo in ufficio stamattina mi è capitato di sentire un’intervista molto interessante riguardo il tema della 4^ rivoluzione industriale e sul ruolo che la ricerca ha e deve avere per la crescita economica e sociale del tessuto produttivo nazionale.
Negli ultimi anni abbiamo visto come il piano Industria 4.0 abbia portato effetti positivi in termini di:
  • qualificazione delle risorse umane
  • innovazione tecnologica
  • efficienza produttiva
per quelle imprese che hanno saputo cogliere la necessaria evoluzione, accelerando nel processo di ricambio produttivo/tecnologico.
In questo scenario i centri di Ricerca e Sviluppo hanno la responsabilità di accompagnare le imprese e le istituzioni, fornendo risorse qualificate, portando la specializzazione nella creazione e identificazione delle tecnologie ad alta intensità di conoscenza.
Basti considerare che nell’ultimo anno circa il 35% delle oltre 4 milioni di ricerche di personale programmate si è indirizzata verso profili professionali con competenze 4.0; un’assunzione su tre è legata al mondo della manifattura 4.0.

In questa ottica è stato necessario (e lo abbiamo visto nel nostro lavoro) trovare gli strumenti giusti per innovare prodotti, processi e le strutture organizzative.
I nuovi modelli organizzativi dettati da Industria 4.0 evolvono molto rapidamente ed assistiamo ad un problema sociale rilevante: il sistema educativo non è flessibile e veloce quanto lo sviluppo tecnologico e, proprio per questo, non è in grado di aggiornare i programmi di studio per formare delle nuove competenze che siano competitive.
Questa considerazione ha porta a prevedere agevolazioni e incentivi fiscali utili a spingere gli investimenti produttivi, ma accompagnandoli a benefici destinati alla formazione. La presenza di profili professionali in grado di gestire il cambiamento è un requisito non solo necessario, ma addirittura vitale, da cui dipende l’efficacia stessa delle misure previste. Il credito d’imposta per la formazione 4.0 – introdotto con la legge di stabilità 2018 e che è diventato operativo solo a maggio 2018 – è un elemento di grande rilevanza perché consente alle imprese di qualificare le proprie risorse interne e di dotarsi delle competenze necessarie a utilizzare e valutare le possibili applicazioni delle tecnologie digitali proprie dell’Industria 4.0.

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